New York

 

Simon Williams apre la porta di casa, allentando la cravatta. Verrebbe da pensare che la sua sia stata una dura giornata di lavoro, ed in fin dei conti lo è stata.

Ma se in passato sei morto già un paio di volte e per anni il tuo lavoro è stato salvare il mondo da una minaccia più terrificante dell’altra, non è poi così male in fin dei conti. Tutto sommato non gli dispiace più di tanto aver lasciato perdere la vita da super-eroe.

-Wanda, sono tornato – annuncia ad alta voce per superare il pianto di suo figlio. Vista l’ora la bambinaia dovrebbe essersene andata, quindi Simon si aspetta di incrociare da un momento all’altro la madre del bambino nella sua stanza.

Invece il piccolo Charles sta piangendo nella propria culla, e la casa è evidentemente deserta. Simon prende in braccio il bambino cercando di calmarlo, chiedendosi dove sia finita Wanda. Di certo non avrebbe abbandonato così il figlio.

I suoi costumi da Scarlet sono ancora nell’armadio e la borsetta è ancora sul tavolo della cucina. Dopo aver rimesso Charles a dormire, Simon recupera l’identicard dei Vendicatori dalla borsetta e capisce al volo che la situazione è grave.

-Wonder Man ai Vendicatori. Credo che qualcuno abbia rapito Scarlet.

 

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#83

Caccia alla strega scarlatta

di Carlo Monni e Fabio Furlanetto

 

Base dei Vendicatori

 

Il sole sta tramontando quando Iron Man atterra di fronte all’entrata principale. Il sistema di sicurezza rileva il suo codice di identificazione e le difese automatiche si disattivano. Avvicina la mano alla maniglia della porta, che si apre da sola.

-Bentornato a casa, signore.

<<Jarvis, è un piacere rivederti. La base non era la stessa senza di te>>

-Me ne sono accorto. La pregherei di non usare più gli stivali-jet all’interno, signore.

<<Cercherò di tenerlo a mente. Tutti i Vendicatori sono arrivati?>>

-Miss Wanda ha avvisato qualche ora fa di non potersi presentare e chiede di procedere senza di lei. Le ho ricordato che oggi si sarebbe svolta l’elezione del prossimo capo dei Vendicatori e mi ha risposto di volersi astenere.

<<Hm, non è per nulla da Scarlet, spero vada tutto bene. Peccato, dovremo procedere senza di lei. Jarvis, isola la sala riunioni, non voglio interruzioni a meno che non ci sia un’emergenza>>

-Padron Visione lo ha già ordinato.

<<Efficiente fino all’ultimo giorno. Quasi mi dispiacerà sostituirlo come capo del gruppo>>

-Lei è un pessimo bugiardo, signore.

 

 

Sala riunioni

 

Seduti ad una tavola rotonda su cui è impressa una grande A, gli eroi più potenti della Terra si preparano a scegliere il prossimo leader.

La figura spettrale che si alza in piedi è il loro capo attuale, Visione. Come sempre, leggere la sua espressione facciale o comprendere il suo stato d’animo dalla voce è praticamente impossibile.

-Diamo inizio alla riunione. Il mio mandato come capo dei Vendicatori è scaduto e non ho intenzione di chiedervi di rinnovarlo. Lasciatemi dire che, nonostante riconosca i miei fallimenti come vostro leader, è stato un vero onore guidare il gruppo.

-Basta con la faccia da funerale, Viz, non te la sei cavata male. Mettiamoci una pietra sopra e diamoci una mossa a votare adesso, okay?

-Grazie per il complimento, Clint… credo. A candidarsi sono stati Occhio di Falco ed Iron Man.

-Ed io – interviene Photon.

Ci sono reazioni di sorpresa all’alzata di mano di Photon. Il silenzio dura più di un secondo, convincendo l’eroina a doversi spiegare.

-Ho già guidato il gruppo per un breve periodo, in passato, e la nostra avventura ad Attilan mi ha fatto capire che potrei fare di più per i Vendicatori.

-Se non ci sono altre candidature dell’ultimo minuto, passerei ai voti in ordine di anzianità. Iron Man?

Tony Stark esita per un secondo, pensando:

“Accidenti, Monica, sarà già dura ottenere più voti di Clint. Non mi aspettavo una sorpresa simile”

<<Voto per me stesso, ovviamente. Mi dispiace, Photon, ma non credo che al momento il gruppo possa permettersi un capo che deve ancora imparare sul campo e che fatica ancora a controllare il proprio potere. Sappiamo tutti com’è andata l’ultima volta.>>.

-Cosa!? – reagisce malamente Photon – Come ti permetti di…

-Photon, per favore, arriverà il tuo turno. Wasp? Wasp, sei tu la prossima in ordine di anzianità.

Wasp realizza solo ora che il gruppo sta aspettando lei, visto che ha passato i primi minuti a fissare Ercole con aria trasognata.

-Ah, hm, sì, è vero. Voto per Iron Man. Solidarietà tra membri fondatori.

Il prossimo a prendere la parola è Occhio di Falco, che sembra essere il più infastidito dall’atteggiamento di Wasp; il fatto che debba votare subito dopo di lei e subito prima di Ercole non fa che accentuarlo.

-Figurarsi. Io voto per me stesso. Ed Iron Man, il fondatore di Force Works forse dovrebbe lasciar perdere le frecciatine sugli errori di altri leader. Visto che Scarlet non si è fatta vedere è il tuo turno, Ercole, se hai qualche minuto da dedicarci.

-Invero lo faccio volentieri, Occhio di Falco, votando per te.

-Ah. Davvero!?

-Le tue gesta come capo dei Vendicatori della Costa Ovest sono già leggendarie, arciere. Sarei fiero di seguire i tuoi ordini.

-Posso confermare le doti di tutti i candidati, ma la scelta più strategicamente logica è Iron Man. Il mio voto è per lui – spiega Visione.

E’ il turno di Photon, non senza una certa tensione nell’aria:

-Visto che sembra non voglia farlo nessun altro, voterò per me stessa. Senza attacchi personali ai miei compagni di squadra.

E’ Sersi a prendere la parola dopo di lei, alzandosi anche in piedi per l’occasione:

-Non sono mai stata una grande fan degli Ovest e lo sapete, ma Occhio di Falco ha il mio voto. E vorrei anche approfittarne per annunciare ufficialmente che ho intenzione di uscire dal gruppo per un po’…ho bisogno di rimettere un po’ d’ordine nella mia vita dopo tutto quello che è successo negli ultimi mesi.

-Capisco perfettamente cosa vuoi dire – interviene Thunderstrike – Forse me ne andrei anch’io, se avessi un posto in cui andare. Comunque, il mio voto è per Iron Man. Songbird?

-Sersi mi ha battuta sul tempo: anche io ho intenzione di lasciare il gruppo per un po’ per trovare la mia strada. E non sarei certo dove sono ora se non fosse stato per persone come Occhio di Falco; sono fiera del fatto che la mia ultima azione nel gruppo sia votare per lui.

-Sia Iron Man che Occhio di Falco hanno ricevuto quattro voti. Manca solamente il tuo voto, Capitan America. Chi sarà il capo degli eroi più potenti della Terra?

Gli occhi di tutti i Vendicatori sono sul giovane Jeff Mace, che davvero non si aspettava una responsabilità del genere. Che cosa avrebbe fatto Steve Rogers, l’originale Capitan America? Avrebbe votato per il vecchio alleato Iron Man di cui avrebbe messo in discussione lo stile di leadership? Avrebbe scelto il vecchio protetto Occhio di Falco sottolineando l’ironia delle parti che si invertono nel corso degli anni?

“Chissà. Ma Steve Rogers non è più Capitan America” pensa Jeff.

-Iron Man.

-E’ ufficiale, allora. Congratulazioni, Iron Man, sono certo che farai un ottimo lavoro – si congratula il sintezoide, stringendo la mano dell’uomo in armatura.

-Lo stesso vale per me, testa di ferro – interviene Occhio di Falco, dando una pacca sulle spalle ad Iron Man.

Visione porge ad Iron Man il martelletto, ed immediatamente scatta l’allarme.

<<Perché non sono sorpreso?>>

 

 

Un luogo per il momento imprecisato.

 

Wanda Maximoff apre gli occhi, ci mette un po’ a focalizzare dove si trova: assomiglia ad una segreta medioevale e non è certo il luogo più strano in cui si è risvegliata nella sua non lunga vita. È trattenuta da catene. Sembrano leggere, ma non potrebbe mai spezzarle solo con la forza. Magari usando il suo potere, alterando le probabilità in modo da far sì che gli anelli si spezzino da soli… nulla.

-Sono catene magiche.- dice una voce proveniente dall’ombra –Non si possono spezzare, solo io posso farlo.

-Chi sei tu? Perché mi hai rapito? Cosa vuoi?

-Quante domande. Presto avrai tutte le risposte… ma non garantisco che ti piaceranno.

 

 

Base dei Vendicatori

 

Photon è ferma sulla soglia, osservando Jarvis portare una dopo l’altra le valigie di Sersi alla limousine che sta aspettando fuori dal cancello.

-Questa dovrebbe essere l’ultima, madame Sersi – annuncia il fedele maggiordomo. Si domanda come faccia una donna che può cambiare la struttura molecolare della materia con il pensiero a possedere così tanti vestiti, ma sa che non sarebbe opportuno chiederlo.

-Mi mancherà qualcuno con cui chiacchierare di moda – dice Wasp abbracciando l’Eterna.

-Non te lo ricordi ma mi sei stata vicina in un periodo terribile, Janet. Ci sarò sempre quando avrai bisogno di me…e non sarà difficile trovarmi, credimi.

Anche Songbird è pronta a partire, ma lo stile delle due donne non potrebbe essere più differente: Melissa Gold è in abiti civili, dei semplici jeans ed una delle pochissime T-shirt dei Thunderbolts a non essere stata ritirata dal mercato.

-Viaggi leggera – commenta Photon notando il borsone che Melissa porta a tracolla.

-Quando devi scappare all’ultimo minuto per così tanti anni è un’abitudine difficile da togliersi. E’ incredibile, sai? Quando sono entrata nei Vendicatori ero terrorizzata dall’idea che mi sbattessero fuori a calci…non credevo avrei deciso di andarmene da sola.

-Dispiacerà a tanti, Melissa. Non penso proprio di essere l’unica ad aspettarsi grandi cose da te.

-Non fraintendermi, Photon, sono fiera di essere stata nei Vendicatori. Ma stavo diventando una tra tanti e non mi basta più. Suonerà un cliché, ma credo di essere capace di volare da sola adesso. Stammi bene, Monica.

Delle ali di suono solido crescono attorno alle braccia di Melissa, che si alza rapidamente in volo per allontanarsi. Wasp, ormai rimpicciolitasi a pochi centimetri di altezza, vola verso Photon.

-Dai, che cosa stai aspettando?

-Prego?

-Il tuo discorso del perché te ne vuoi andare. Iron Man si sarà anche comportato da stupido, ma non avresti reagito in quel modo se non avesse colpito un nervo scoperto. Da quanto tempo stai cercando una scusa per poter lasciare il gruppo?

-Come… immagino che anche con l’amnesia non ti si possa nascondere nulla, Janet. Ci avevo fatto un pensiero prima ancora di avere problemi con il mio potere, ad essere onesta. Non hai idea di che razza di problemi alla vita lavorativa e sentimentale può causare l’essere una super-eroina pendolare.

-Scherzi? Tutte le persone che conosco hanno avuto questo tipo di problemi! E se sentirò uno di loro criticarti per aver deciso di sistemare la tua vita, si assicuro che si prenderà un bel bio-pungiglione nel sedere.

-Ne sono sicura. Grazie per l’incoraggiamento, Janet. E ricordati che sono sempre a un raggio di luce di distanza.

Con un’esplosione di luce, infatti, Photon svanisce letteralmente in un batter d’occhio lasciando Wasp a volare da sola verso la porta.

-Meglio tornare dentro ed informare Iron Man che ha perso tre Vendicatrici il primo giorno della sua presidenza. E per fortuna a queste dimensioni non si vede che gli occhi lucidi mi stanno rovinando il trucco!

 

 

Sala riunioni

 

Il tavolo delle riunioni non è, naturalmente, un semplice tavolo. Include un proiettore olografico Stark di ultimissima generazione e può fungere da terminale con i potenti computer della base.

In questo momento infatti sta proiettando in diretta l’immagine di Wonder Man trasmessa dalla sua communicard, i dati vocali di Scarlet salvati in memoria e la registrazione della telefonata di poche ore prima.

<<La voce è quella di Scarlet, non ci sono dubbi. Nemmeno io sarei capace di produrre un falso così perfetto>>

-Stai dicendo che è stata controllata mentalmente? – chiede Wonder Man.

-Sembrerebbe la soluzione più logica, dato che il microchip che dovrebbe inibire il controllo è stato apparentemente disattivato.

-Non dovrebbero esserci delle contromisure per evitare che accada una cosa del genere senza lanciare un allarme? – domanda Capitan America.

<<Certo, ma esiste sempre un trucco per aggirare un allarme. Sapevamo tutti che i microchip non ci avrebbero protetto per sempre>>

-Dobbiamo anche considerare il fatto che Scarlet si sia astenuta dal voto sotto controllo mentale, mettendo in discussione…

-No. Iron Man è il capo adesso, non aiuta nessuno riaprire la discussione – taglia corto Occhio di Falco.

-Dobbiamo iniziare subito le ricerche, Iron Man. Raggiungerò subito la base e…

<<No, Wonder Man, tu resta a proteggere tuo figlio. Non è ancora da escludere che possa diventare un bersaglio>>

-Quindi che facciamo? Ce ne stiamo ad aspettare che il cattivo chiami per fare la sua richiesta? – chiede Wasp.

Proprio allora, l’interfaccia olografica trasmetta la voce di Jarvis.

-Chiedo scusa per l’interruzione, ma c’è una chiamata in arrivo per Iron Man.

-Okay, se ha funzionato, giuro che la smetto di fare battute durante le riunioni – promette Wasp.

 

Alla proiezione olografica del volto di Wonder Man si aggiunge quella di Calabrone, attuale capo dei Vendicatori della Costa Ovest.

<<Ripeti quello che hai detto, per favore, Calabrone.>> chiede un incredulo Iron Man.

<<Ho detto che Quicksilver è scomparso.>>

-Come sarebbe a dire: scomparso?-interviene Occhio di Falco.

<<Che un attimo prima era qui, nella nostra sala riunioni e l’attimo dopo non c’era più, come se fosse stato teletrasportato va. All’inizio pensavamo ad un nuovo attacco di Testa d’Uovo[1] ma Scarlet non rientra nello schema.>>

Prima che qualcuno possa aggiungere altre osservazioni, si ode il discreto tossire di Jarvis.

-Scusate, signori, ma c’è qui un visitatore con notizie che credo importanti.

<<Cos’è, hanno aspettato tutti che diventassi io il capo prima di far scoppiare una crisi?.>> si domanda Iron Man.

Con fare impaziente entra un giovane di colore con un costume che ricorda quello di Bucky, il leggendario partner di Capitan America. Dietro di lui, una ragazza con una maschera simile a quella di Mimo sta discutendo con il suo compagno di squadra dalla pelle verde.

-Stiamo solo perdendo tempo, dovremmo continuare noi le ricerche – protesta Black Arrow.

-Non ho intenzione di starmene con le mani in mano in attesa che Apparition scopra qualcosa, non importa se dobbiamo coinvolgere la vecchia guardia – risponde Hulkling.

-Ma che sta succedendo, perché i Giovani Vendicatori sono qui? - esclama Occhio di Falco.

-Succede che Wiccan e Speed sono spariti ed abbiamo bisogno del vostro aiuto per ritrovarli.- risponde il ragazzo che si fa chiamare Patriot con voce stizzita e preoccupata allo stesso tempo.

<<Cosa?>>

Iron Man comincia a rendersi conto che le cose sono più gravi di quanto avesse sospettato: il rapimento praticamente in contemporanea di Scarlet, Quicksilver, e di due ragazzi dai superpoteri che potrebbero avere un legame con loro non può essere casuale. Ma chi ci può essere dietro a tutto questo? Chi?

 

 

Abitazione di Simon Williams e Wanda Maximoff.

 

-Non capisco cosa ci facciamo di nuovo qui.- sta dicendo Wonder Man –Ho già frugato questo posto da cima a fondo senza trovare niente di niente.

<<Tu sei troppo coinvolto emotivamente, Simon.>> gli risponde Iron Man <<Nel tuo stato emotivo potrebbe esserti sfuggito qualcosa. Una nuova analisi con mezzi più scientifici potrebbe dare dei risultati migliori.>>

-Fidati di Grissom, sa quel che fa.- interloquisce Occhio di Falco.

<<Prego?>>

-Lascia perdere, dovevo immaginarlo che non passi le tue serate davanti alla TV.

Sotto il casco della sua armatura Tony Stark aggrotta la fronte, poi decide concentrarsi sul suo compito.

<<I sensori della mia armatura sono in grado di rilevare anomalie di grandezza inferiore al nanometro.[2] Che sia energia o altro, la rileveranno.>>

La scansione comincia. Wasp si avvicina all’uomo in armatura; ridotta alle dimensioni di una vespa, ben pochi si accorgono della sua mossa.

-Sicuro che sia una buona idea?

<<I sensori della mia armatura sono quanto di meglio il mercato abbia da offrire; chiunque abbia rapito Scarlet deve aver lasciato una traccia>>

-Non quello. Avresti potuto chiedere ad Hank di venire ad aiutarci, specialmente visto che Capitan America è in missione personale.[3]

<<Non sono del tutto sicuro che sia una buona idea. Dall’attacco dei Signori del Male, mi fido poco a radunare tutte e due le squadre nello stesso posto>>

-Hm. Non sarà che temi di indebolire la tua leadership al primo giorno?

<<Janet, di recente ci siamo appoggiati troppo alla sezione Ovest; dobbiamo dimostrare di potercela cavare anche da soli>>

-“Dobbiamo” o “devi”?

<<Se avremo davvero bisogno d’aiuto sarò il primo a chiamare Hank e la sua squadra, promesso>>

Wasp vorrebbe aggiungere altro, ma un beep insistente dall’armatura la zittisce. Iron Man ne è in parte contento, dato che lui stesso inizia a dubitare di quanto sia stata una scelta saggia; ma quello che indica quel suono non è un buon segno.

<<Niente! Non è possibile!>>

-Che intendi dire, Iron Man?- chiede la Visione.

<<Che in questa casa non c’è nulla di fuori posto, solo quello che ti aspetteresti di trovare in una comunissima casa. Nessuna impronta estranea, nessun picco di energia, solo il normalissimo residuo di energia ionica di Wonder Man nei limiti in cui mi sarei aspettato di trovarlo. Apparentemente Wanda è semplicemente scomparsa, ma questo è impossibile.>>

-Ehm… io non ne sarei così sicuro.- interviene Thunderstrike

-Che vuoi dire?- chiede Hulkling con impazienza –Se hai qualche idea per ritrovare Bill… voglio dire Wiccan… dilla.

-Beh… non sono proprio sicuro, ma… la mia arma, la mazza Thunderstrike, è un artefatto magico creato da Odino ed è sensibile alle energie magiche. Ora sta emettendo un lieve pizzicore, quindi , forse….

<<Magia.>> perfino con l’alterazione elettronica è percepibile la sfumatura di disgusto nella voce di Iron Man.

-Ma certo!- esclama Ercole -Questo spiega tutto.

-Se lo dici tu, bel fusto, ci credo senza riserve.- interviene Wasp.

Janet lancia un’occhiata verso Iron Man mentre lo dice. Può recitare la parte dell’innocente svampita quanto vuole, ma sa che lo sta tenendo d’occhio.

-Questo vuol dire una sola cosa, però…- aggiunge Wonder Man –Ci serve il Dottor Strange.

 

 

Un luogo per il momento imprecisato.

 

Il corpo di Speed appare sfocato, mentre ogni fibra del suo corpo si agita come un animale in gabbia. E non è molto lontano dalla verità, dato che si ritrova rinchiuso in cella ed incatenato ad una croce invertita.

-Si può sapere che stai facendo? – chiede Quicksilver con voce stizzita. Anche lui è incatenato a testa in giù.

-Provo a far vibrare le mie molecole per passare attraverso le catene – risponde il ragazzo, parlando così rapidamente da poter essere compreso solo da un altro velocista.

-Ti sfinirai soltanto. Ho provato tutti i trucchi che conosco negli ultimi cinque secondi, e probabilmente me ne sono dimenticati più di quanti tu ne conosca.

-Quindi cosa ha intenzione di fare, stare qui ad aspettare!?

-Esattamente. Mago, c’è modo di convincere il tuo amico a non rovinare l’elemento sorpresa?

-Nell’ordine: mi chiamo Wiccan, lui è mio fratello e non mio amico, e credo che neanche il Mago Supremo potrebbe... – risponde il giovane eroe, fermandosi a metà frase con lo sguardo fisso nel vuoto.

-Che gli prende adesso? – si chiede Quicksilver.

-Forse sta cercando di usare un incantesimo per andarcene di qui invece di starsene con le mani in mano – insiste Speed.

-Il Mago Supremo ci sta cercando – comprende Wiccan.

Di fronte a lui appaiono due immagini: una mostra Thunderstrike porgere la propria arma mistica ad Hulkling, l’altra Polaris stringere tra le mani l’amuleto di Tigra.

-Un incantesimo di associazione, certo, perché non ci ho pensato anch’io? Un oggetto mistico come bussola per identificare qualcuno con uno stretto legame personale.

-Il che spiega perché abbia coinvolto la mia sorellastra Polaris, ma il ragazzo dalla pelle verde cos’è? Un altro fratello mutante? Siete peggio dei Summers.

-E’ il suo ragazzo – risponde Speed, senza nascondere un velo di disapprovazione.

-Bene, almeno una volta tanto Strange serve a qualcosa. E’ questione di tempo prima che due intere squadre di Vendicatori ci trovino, se i vostri amici non li rallenteranno troppo.

Proprio ora, la porta della cella si apre. Una figura incappucciata si avvicina, scrutando con interesse le proiezioni mistiche.

-Interessante. Anche con i miei incantesimi di protezione, riesci ad usare una minima parte del tuo potere. Ma i vostri amici non potranno aiutarvi – dice lo straniero con voce roca, passando attraverso le immagini ed avvicinandosi a Wiccan.

-Non so perché anche voi abbiate risposto all’evocazione di Scarlet, ma siete già una distrazione troppo grande. I Vendicatori della Costa Ovest non raggiungeranno mai la mia posizione. Ma gli altri eroi...ci sono due dei tra di loro. Mi saranno utili; che vengano pure qui.

-Se hai fatto qualcosa a mia sorella avrai bisogno di molti più dei dalla tua parte – minaccia Quicksilver.

-Dei? Che creature effimere. Io lavoro per forze molto più antiche.

 

 

In volo sopra lo Stato di New York

 

Iron Man riflette sui suoi compagni di viaggio: Ercole e Wasp chiacchierano fittamente. Lei ride e piega il capo di lato verso il dio greco. È solo una sua impressione o tra quei due c’è un’intimità troppo stretta? E perché la cosa dovrebbe interessargli? Jan è una donna adulta, anche se ha perso i ricordi degli ultimi dieci anni, non ha bisogno di un tutore. Decide di non pensarci e si concentra su Occhio di Falco e Black Arrow. Ammira Clint per aver deciso di diventare il mentore della ragazza, ma una parte di lui continua a chiedersi se sia giusto incoraggiare le velleità supereroistiche di una ragazza che ha solo pochi anni più di sua figlia. Curioso come cambino le cose: prima di sapere dell’esistenza di Kathy non ci avrebbe fatto molto caso.

-Iron Man, ha un minuto per me? – chiede Black Arrow.

<<Naturalmente. Ho tenuto d’occhio la tua squadra negli ultimi tempi>>

-Davvero? – domanda la ragazza, con un misto di entusiasmo per l’interesse del vecchio eroe e di apprensione per il suo giudizio.

<<Quando Tony Stark ha dato un’armatura a Jolt per aiutarla a controllare il suo potere mi sono sentito in dovere di farlo. Avete ancora molta strada da fare come team, ma avete un ottimo insegnante; solo non lasciare che Clint si monti troppo la testa>>

-Veramente Occhio di Falco non è propriamente il nostro mentore...siamo un gruppo abbastanza informale al momento. Volevo solo mettere in chiaro che non abbiamo intenzione di metterci a discutere e litigare con i Vendicatori su chi debba seguire questo caso: l’unica cosa che importa è ritrovare Wiccan, Speed e Scarlet. Possiamo fidarci di questo Dottor Strange?

<<Non mi fido mai della magia, ma Strange sa il fatto suo>>

-E possiamo fidarci di te? Hai avuto delle divergenze con il nostro gruppo.

E’ impossibile vederlo grazie al casco, ma Iron Man è sorpreso dalla domanda. Sì, capisce perché Clint sia così affezionato a questi ragazzi.

<<Non vi sareste rivolti a noi se non si fosse trattato di qualcosa di importante. Posso non essere d’accordo con tutte le vostre decisioni, ma c’è un motivo se vi lasciamo usare il nome “Vendicatori”>>

-Hey, cosa vuol dire “vi lasciamo usare”!? – protesta l’eroina.

-Credo che ci siamo gente – li interrompe Thunderstrike, alzando la voce dal centro del Quinjet - Non so che razza di incantesimo abbia usato Strange...neanche sapevo si potessero lanciare incantesimi per telefono...ma questo è il posto: un buco sperduto in mezzo al nulla nelle montagne del Colorado chiamato…

-… New Salem.- termina Occhio di Falco.

 

La strada è completamente deserta: non sembra esserci nessuno ad assistere all’atterraggio del Quinjet. Non solo non c’è nessuno nelle vicinanze, ma l’intera città sembra deserta: non c’è nemmeno una luce accesa.

-Sembra il set di un film dell’orrore – commenta Black Arrow.

-Già, odio questo posto – conferma Occhio di Falco, recuperando una freccia dalla faretra.

-Eppure questo è il punto esatto in cui conduce la pista – conferma Thunderstrike.

<<Secondo i miei sensori, la città è completamente deserta. State all’erta, Vendicatori, è probabile che sia...>>

-E’ una trappola – interviene Patriot – Thunderstrike, Wasp, avremo bisogno di una ricognizione area. Visione, tu puoi esplorare...

<<Ehm>> - lo interrompe Iron Man. Occhio di Falco trattiene a stento una risatina.

-Scusi, signore. Mi sono lasciato prendere la mano – si scusa il giovane.

<<Non importa, è una buona strategia. Visione può esaminare il sottosuolo, giusto?>>

-Non ritengo che sia necessario – nota il sintezoide, indicando il terreno che si sta spaccando a metà.

Una grande fiammata sia alza dal terreno, bloccando i Vendicatori all’interno di un grande pentagramma di fuoco.

Un robusto uomo incappucciato oltrepassa le fiamme senza esserne ferito; altre sette figure lo seguono, procedendo a testa bassa.

-Non siete i benvenuti in questo luogo sacro – dichiara con tono solenne.

Raggi repulsori, frecce esplosive, bio-pungiglioni, e fulmini divini sono pronti a scatenarsi contro l’uomo, che non ne sembra minimamente impressionato.

<<Qualcosa mi dice che non sia una questione di libertà religiosa. Chi sei e cosa ne hai fatto di Scarlet?>>

-Wanda Maximoff è qui per adempiere al suo destino. Ed io sono solo un umile servo di Chthon – risponde l’uomo, abbassando il cappuccio.

-Nicholas Scratch. Stregone, figlio di Agatha Harkness e padre dei defunti Sette di Salem – lo identifica Visione.

-Cos’è la morte, per chi governa le forze arcane di Chthon?

Alla domanda retorica di Scratch, le figure incappucciate si smascherano. Sebbene siano tutti figlie e figlie di Scratch hanno madri diverse, dalla nera Vertigo alla verde Reptilla al mostruoso Brutacus.

-Sette mostri per combattere gli Eroi Più Potenti della Terra? Invero avresti bisogno di un esercito migliore! – si vanta Ercole.

-E così sia – risponde Scratch, allargando le braccia ed alzando lo sguardo al cielo.

In risposta alla sua preghiera, dal sottosuolo fuoriescono decine su decine di lingue di fuoco. Dozzine. Centinaia. Ogni lingua di fuoco scende poi a terra, prendendo la forma di uno dei Sette di Salem.

<<Ecco che fine ha fatto la popolazione>>

-La prossima volta evitiamo di dargli dei suggerimenti – commenta Wasp.

-Settecento di Salem, rendete fiero vostro padre. Uccidete i Vendicatori – incita Nicholas Scratch.

 

 

CONTINUA

 

 

 

 

 

 

 

 

 



[1] Come in Vendicatori Costa Ovest #21 e 22.

[2] Un milionesimo di millimetro.

[3] Per maggiori particolari vedere Capitan America MIT #46.